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Regata transoceanica ARC 2014 da Gran Canaria a Santa Lucia di Francesco Felice Buonfantino e Antonello Postiglione

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Di Francesco Felice BuonfantinoAntonello Postiglione

Francesco Felice BuonfantinoFrancesco Felice Buonfantino, architetto, velista dal  1979, con all’attivo oltre 50.000 miglia di navigazione, sintetizza così il suo immenso amore per la vela: “la passione per la vela non si può raccontate. Scorre nelle vene e, come per il nostro sangue, non se ne può sentire il suono e non si può descrivere la musica che produce. Si nasce con questo “demone” e, se si ha il coraggio di vivere le proprie passioni, lo si segue senza remore. Tra velisti ci si riconosce incrociando lo sguardo e quando ci si scambia le esperienza si cerca di capire a che punto il “demone” ci possieda. Ed io, irrimediabilmente, ho votato l’anima al diavolo”.

Antonello Postiglione è nato a Napoli nel 1965 Antonello Postiglionein una famiglia di sportivi e pallanuotisti, è stato per 20 anni nuotatore, tuffatoree pallanuotista, ha partecipato nel 1986 alla Maratona di New York come primo napoletano nellastoria poi la vera passione, la vela: 40.000 miglia ad oggi percorse in barca, tra cui 2 volte la tratta Mar Mediterraneo – Gran Canarie e poi a dicembre 2014 la Transoceanica. Skipper con una barca di proprietà (un Hallberg – Rassy 36), gestisce l’Hotel di charme Domus Laeta, di proprietà della moglie, e il “RIMESSELLO“,  un prodotto di sua invenzione che protegge il piede motore.

Passiamo al loro grande sogno e sogno di ogni velista, come detto realizzato a Dicembre 2014: la Transoceanica.

arc14-2228L’equipaggio era costituito, oltre che da loro, da Enrico Lanzillo, ingegnere che inizia la sua carriera nel 1974, che ha navigato per 30.000 miglia in tutto il Mediterraneo, Daniele Fiorillo, imprenditore navigatore esperto e vincitore di una “Middle sea race” e Stefano Mango, architetto navale e vincitore su una sua imbarcazione della “Roma per due” del 2009.

Ecco il video del trasferimento da Cartagena (Spagna) a Las Palmas, Gran Canaria:

Poi la regata, da Gran Canaria a Santa Lucia nei Caraibi, 2800 miglia in 15 giorni su Azuree  – Catty Sark – di 40 piedi.

Prima di partire…

Poi ha inizio l’avventura..

Ed ecco l’intero “diario di viaggio” di questa grande impresa, con le loro parole:

Secondo giorno di navigazione

Da Catty Sark sperduta (o quasi) nell’Atlantico centrale..

La posizione, per tutti quelli che bazzicano la rete, è nota; per gli altri siamo a 390 miglia verso Ovest in direzione dei Caraibi. Ovvero in due giorni abbiamo fatto circa 700 km che, come afferma qualcuno, si fanno in auto in meno di cinque ore senza neanche rischiare i punti della patente. Eppure siamo contenti!!! Oltre 200 miglia in 24 ore non sono male per una barca piccola come la nostra.

Adesso abbiamo anche un nome: siamo il “club della prostata”. Il nome deriva dalla consuetudine nata a Las Palmas di incontrarsi tutti verso le 5,30 del mattino per i noti problemi fisiologici. Questa tradizione continua in pieno oceano con imbarazzanti code sullo specchio di poppa sotto vento.
Per il resto dopo due giorni ritmi e ruoli si sono definiti e lasciamo ai lettori libere interpretazioni, quello che può trapelare è che siamo tutti felici, la barca fila in poppa una planata quasi continua e l’unico rammarico è che se avessimo 2000 kg in meno supereremo abbondantemente le punte di 15 nodi toccate di frequente. Il capitano deve vegliare con attenzione affinché non venga sradicato il mobilio per essere buttato fuori bordo. Ora prua a sud ovest per cercare venti più freschi in previsione di cali di pressione che per adesso non si vedono.

Un saluto a tutti

F E S A D (e non fate commenti sull’acronimo!!!)

Quarto giorno di navigazione.
Alle 12.00 nuovo record sulle 24 ore, siamo a 207 m/24h!!!
Da quello che capiamo del tracking non sta andando male ma da qui vediamo solo le posizioni degli altri, non i dati su prua e velocità. I primi tre giorni sono stati abbastanza duri con venti portanti da 15 a 25 kn che ci hanno fatto planare alternando gennaker medio e pesante e fare una estenuante danza di “mano si, mano no” alla randa. Con un po’ di temerarietà abbiamo tenuto su di notte il gennaker e tranne una caramella, due lecca lecca e il code O con la penne strappate (subito riparate) non ci sono stati episodi di rilievo. Adesso è girato più a nord per cui viaggiamo di bolina larga con 15 kn a 60° per cui ci attendiamo una notte sbandata di 20 gradi ma molto meno complessa.
Ci siamo stancati di mangiare pesce fresco e abbiamo ripiegato in queste prime tre cene con pasta e piselli, lenticchie e riso al sugo, tutti piatti tipici dei tropici. E stasera per restare in tema: pasta e patate!!!
Da raccontare sono anche i briefing meteo durante i quali il capitano scarica i file grib sul pc dopo di che comincia la battaglia sull’interpretazione dei dati. La scena è resa comica dal continuo “mi passi gli occhiali?” “vuoi girare il monitor che non vedo?” intramezzate da dotte diatribe su rotte ortodromiche e lossodromiche che fanno tornare alla mente di tutti quanto sono lontani i tempi della scuola.
Insomma si va avanti senza pensare troppo a quanto c… è grande questo oceano: sulla carta nautica fissata alla paratia le nostre 207 ml/24h sono un trattino ridicolo!!! Arriverà il tempo delle calme e della malinconia, adesso pensiamo solo a correre.
Un saluto a tutti
F A S E D (meglio?)

È iniziato il settimo giorno e pare che l’aliseo sia finalmente arrivato. Non mancava certo il vento (che è stato sino’ora sostenuto) ma abbiamo avuto quasi sempre cielo coperto. Adesso invece è tutto limpido con un sole che comincia a picchiare. Ma si sa, il vento raramente arriva dalla direzione giusta e adesso è ovviamente perfettamente di poppa e ci costringe e bordeggiare di gennaker. Abbiamo fatto 1180 miglia in sei giorni con una media di ben oltre otto nodi che per una barchetta di 12 metri vuol dire planare quasi di continuo. In classifica ci sembra di non stare male, davanti solo un gran soleil 43 molto tecnico con albero maggiorato in carbonio e vele spaziali e un Oystier 46 da regata. Resta un mistero il perché li dobbiamo pagare!!!. C’è da dire che il posizionamento è merito della tenacia di tutti che fa si che la barca è sempre spinta al massimo o quasi. Tenere in una notte nera come mai su il gennaker con 25 kn di lasco è un po’ come correre a fari spenti in una strada di montagna e se si è riusciti a farlo il merito e un po’ di tutti. Comunque anche l’ultima notte è stata bellissima, con tutti svegli per decidere se e come strambare. Notte che si è conclusa con un’alba stupenda. Ed adesso finalmente è arrivato anche il pescato, una lampuga di un paio di chili si è appena suicidata sull’amo di Stefano e stasera finirà al forno con le patate!!!
Un saluto a tutti
F A S E D (meglio?)

E’ iniziato l’ottavo giorno
Si corre, si corre, si corre!!! Concentrati per comprendere quale possa essere l’angolo migliore al vento che per fortuna non molla. Di notte andiamo a caccia di groppi (o loro cercano noi) perché regalano rotazioni preziosissime e incremento di pressione. Inseguiamo questi dannati francesi con il gran soleil 43 iper tecnologico. Erano ormeggiati accanto a noi a Las Palmas e, a differenza di tutti gli ospiti del molo con i quali era un continuo scambiarsi sorrisi, non spiccavano per simpatia. Se mai li raggiungeremo la soddisfazione sarà doppia!!!
Siamo fuori a coppia alternandosi di ora in ora al timone, gli altri dormono (alcuni oltre ogni fisiologica giustificazione) curano la barca, cucinano, leggono e persino ci si lava (qualcuno dietro espressa richiesta degli altri). Poi, quando occorre, tutti fuori per fare le manovre necessarie in sicurezza.
Pare inoltre che abbiamo fatto la migliore media nelle ultime 24 ore della nostra flotta, quarti in reale e ci stiamo anche divertendo!!! Insomma è ancora lunga ma più o meno abbiamo superato la metà del percorso e tutto sembra più facile.
Un saluto a tutti
F A S E D

Siamo al nono giorno e con oltre 1500 miglia dietro la scia (che resta in planata)
Ieri le novità del pomeriggio sono state una salita in testa d’albero mentre la barca planava a nove nodi per sistemare il martelletto della volante che si era ruotato e per un controllo generale. Sembrava solo un’avventurosa passeggiata e si è invece rilevata abbastanza impegnativa. Ottimo l’equipaggio che, concentrato, ha fatto tutto al meglio senza riuscire ad evitare che il capitano tornasse giù bianco come un cencio. Comunque il problema del martelletto è stato risolto e non pare ci siano particolari usure alle drizze che, essendo parancate, sono fissate in testa. Con il senno di poi questa soluzione va assolutamente evitata per traversate di questo tipo.
Notte movimentata!!! I soliti groppi ci hanno accompagnato costringendo alcuni di noi a non dormire. Tenere su il gennaker medio di notte è una necessità ma sono oltre 170 mq che vanno domati la buio. Tutto abbastanza semplice con la luna. Diventa complesso sotto la cappa nera di un nuvolone che fa arrivare il vento a oltre 28 nodi. Anche se avevamo una mano alla randa non era possibile tenerlo ancora a riva per cui due a prua a chiudere la calza. Ma un’onda, complice una distrazione del timoniere di turno, fa incaramellare la bestia sul genoa rollato. Solo la perizia di chi alle scotte ha immediatamente cazzato ha consentito di risolvere quella che poteva rappresentare un grande problema. Ma non è finta: decidiamo di aprire il genoa per aspettare che il groppo finisse. Tira le scotte ma il rolla fiocco risulta bloccato. Altra battaglia con le brugole del furlex che si erano mollate per le vibrazioni dell’andare sempre di poppa e tutto si è risolto. Così si riparte cercando le energie residue per chiudere la notte.
Di giorno tutto torna normale e continuiamo a planare a nove nodi con discese sull’onda che raggiungono anche i quindici. Tutto questo mentre la vita a bordo continua con l’alternanza dei turni e delle chiacchiere e con l’occhio rivolto al tracking per cercare di comprendere se la scelta di restare alti ci pagherà o meno.

Inizia il decimo giorno!!! Fatte circa 1800 miglia
Questi ultimi due giorni sono stati impegnati a bordeggiare di poppa e seppure le medie sono state buone la strada fatta non è stata tantissima. Ma speriamo che la scelta di restare a nord sia quella giusta perché dovrebbe ruotare ancora a Est-Sud est consentendoci di andare dritti alla meta.
In queste ultime 24 ore nulla di rilevante: I groppi sono apparsi solo in lontananza e speriamo solo che abbiano rallentato qualche avversario, di rilevante un cambio di gennaker per la necessità di riparare uno strappetto sulla balumina. Per il resto vento sui 15-18 kn che da 80° lentamente ruota sui 100-110°.
Rileggendo quanto scritto ieri ci rendiamo conto che potrebbe trasparire una tensione ed un pericolo che a bordo che assolutamente non esistono. Invece grande coesione fra tutto l’equipaggio e atmosfera giocosa sempre senza dimenticare la prudenza: le sera niente cipolle (che restano sullo stomaco) e risvegli delicati per chi è di turno al fine di evitare testate sul celino delle cuccette. Dopo la lampuga suicida siamo solo bersagliati da pesci volanti che di notte si sfidano a chi prende in faccia il timoniere. Per adesso sono riusciti solo a spaventare a morte il secondo di turno fuori che dormicchiava sulla panchetta.

Siamo in pieno undicesimo giorno
Dopo un’ultima cavalcata di un’ora che ci ha fatto toccare i diciassette nodi tutto si è tranquillizzato e navighiamo placidi con ariette da sud est che ci porteranno (speriamo) diritti alla meta che dista meno di ottocento miglia. Ma il pericolo è sempre in agguato e adesso si è manifestato sotto forma di un fantasma che si diverte a svegliare ante tempo il capitano. È infatti accaduto la scorsa notte per ben due volte che lo sventurato si capitolasse in pozzetto scusandosi per il riardo e affermando che qualcuno l’aveva svegliato. Peccato che per il suo turno mancassero oltre due ore e che nessuno lo aveva chiamato. Il capitano continua a giurare che era stato Daniele a chiamarlo, peccato che lo stesso nel frattempo continuava a riposare. Insomma un mistero che speriamo vivamente non si ripeta. Siamo pericolosamente vicini al triangolo delle Bermuda!!!
Anche la pesca torna fruttuosa e oggi Stefano ha catturato un Wahoo (pesce simile al barracuda che ci auguriamo sia buono inversamente proporzionale a quanto è brutto) insomma qui continuiamo a cercare di far camminare decentemente la barca e a divertirci in un autistico compiacimento tipico del marinaio felice. (ma almeno consapevole: è un primo passo)

E’ iniziato il tredicesimo giorno!!!
Meno di cinquecento miglia all’arrivo. Cosa strana abbiamo incrociato (e superato )due barche a vela e una nave. Questo oceano comincia diventare affollato come il canale di Procida!!!
Pare che i fantasmi abbiano deciso di abbandonare la barca ma come ultimo scherzo hanno fatto andare in mille pezzi i gennaker medio. Era una situazione tranquilla, 15/18 kn da 140° e all’improvviso: Puff!!!. Ora ce ne restano altri due ma abbiamo un “buco” nel range.
Tutti hanno scritto mille volte dei fantastici scenari che regala l’oceano ma viverli è veramente incredibile. Colori e profondità senza eguali. Montagne di nuvole da cui sorge e tramonta il sole e poi una luna così intensa che pensiamo possa abbronzare.
Altro mistero è quello dei groppi, perché arrivano solo di notte e fanno in modo da non disturbare il sonno di Antonello ed Enrico?

Sette dicembre, siamo al quattordicesimo giorno di regata.Ci chiediamo, ma non eravamo ai tropici tutto sole vento da est – nord est e il solo problema di come far passare le giornate? Invece le ultime 24 ore sono state di pioggia continua, groppi neri tra i quali cercavamo di fare lo slalom e ariette da Sud!!! Comunque è passata, dopo una notte da lupi (di mare?), è uscito il sole e noi sembriamo un vicolo di Santa Lucia (ovviamente quella del Pallonetto di Napoli da cui siamo partiti e non l’isola dove dovremmo arrivare) per la quantità di panni stesi ad asciugare.Adesso mancano solo 300 miglia (che è circa come andare da l’Elba a Palermo) e cerchiamo di correre al massimo anche se le previsioni danno ancora ariette deboli che per giunta girano da poppa. Non proprio l’ideale per questa barchetta. A proposito, siamo soddisfatti del nostro mezzo che si sta dimostrando all’altezza delle aspettative soprattutto quando il vento riesce a farci correre in planata.

Otto dicembre
Siamo nel quindicesimo giorno e finalmente è arrivato l’aliseo!!! Fa un caldo pazzesco e si combatte fra disidratazione e alghe. Siamo infatti nei sargassi e per ben due volte abbiamo dovuto chiudere e fare retromarcia per togliere dalla pala del timone gruppi di alghe enormi. Certo ci rendiamo conto che per chi è a casa ( in inverno ed al lavoro) che i nostri problemi sembrano ridicoli ma avere consapevolezza delle nostre vacuità non ci assolve almeno in parte?
Per il resto come vedete dal tracking siamo nel gruppo di testa e abbiamo scelto di restare alti. Vedremo domani se questa scelta pagherà ma è emozionante essere decisamente i più piccoli e, nonostante tutto combattere dopo 2500 miglia, con distacchi di poche ore. Abbiamo perso la possibilità di avere a bordo i dati di yellow brick ed è solo grazie a Jonny Fiorillo riusciamo a stimare la nostra posizione. Jonny continua ad aggiornarci (anche stanotte) Grazie!!!!!
Per il resto l’umore è ottimo e tutto procede con i soliti ritmi, ci siamo persino abituati a non prendere nulla all’amo!!!

Nove dicembre
Alle 12.30 UTC siamo a 25 miglia da St Lucia, Praticamente arrivati!!! Siamo molto contenti di come è andata, con la più piccola barca del raggruppamento regata siamo sesti in reale della classe B. E’ stata un’edizione ventosa e con l’aliseo che è comparso solo da due giorni, medie molto elevate. Ma soprattutto ci siamo divertiti e siamo stati bene assieme. Rimandiamo le considerazioni più tecniche a dopo l’arrivo, per adesso ringraziamo tutti quelli che ci hanno seguito e sopportato. Alla fine pensiamo si possa affermare che abbiamo difeso decentemente l’onore della nostra bandiera e soprattutto quello del club della prostata.

Undici dicembre
Sono passati due giorni da quando siamo arrivati e ancora non abbiamo realizzato quanto è accaduto. E’ stata un’esperienza bellissima e totalizzante che ci ha pienamente soddisfatto. Siamo arrivati 24esimi in tempo reale con la barca più piccola del raggruppamento. Ancora non conosciamo il risultato definitivo perché ad oggi sono arrivate circa il 50% delle barche, Catty Sark si è comportata benissimo e il rammarico e che se avessimo spinto di più e al contempo se le informazioni a bordo fossero state più dettagliate avremmo potuto fare di più. Inoltre abbiamo rotto il code 0 e il gennaker intermedio, cosa che ci ha fatto correre meno negli ultimi giorni.
Qui abbiamo anche compreso meglio la questione del rating: le barche molto più grandi che dobbiamo “pagare” hanno stazzato a prua solo fiocchi e hanno fatto fare delle rande piccole. Ed avevano ragione!!! Su queste rotte si va solo di portanti e con venti sostenuti ed è quindi inutile pagare per vele che non si usano. Noi avevamo invece stazzato come vele di prua il code 0 e la randa con lo square top. Questo ha fatto si che pagavamo TUTTI quelli del nostro raggruppamento nonostante fossimo i più piccoli. Insomma abbiamo pagato la poca esperienza.

Comunque va benissimo così, Adesso sistemiamo la barca e ci apprestiamo a tornare alla normalità…

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