Concettina ai Tre Santi, Napoli

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Un innovatore. Ma facendo, in modo simpatico e un pò impertinente quale lui è,  l’occhiolino con rispetto alla storia. Questo è Ciro Oliva, un giovane competente, appassionato, audace e a tratti “monello” (memorabile il suo “litigio” con Alfredo Forgione durante la puntata di “4 ristoranti”) pizzaiolo napoletano. Figlio d’arte, anzi nipote d’arte, visto che la pizzeria che si trova in un quartiere storico di Napoli, la “Sanità” – fu fondata dalla nonna, Concettina.

E parlando di storia, eccone uno stralcio preso dal sito ufficiale: “In questo posto storico dalle tradizioni secolari, che diede i natali a Totò, si ammirano le Catacombe Paleocristiane, il Cimitero delle Fontanelle e tanti palazzi aristocratici dallo stile barocco. E i ricordi albergano nelle menti di chi in quel quartiere è nato sapendo che una certa Sophia Loren ha recitato lì col film L’Oro di Napoli. Il giovane pizzaiolo Ciro Oliva è un predestinato: figlio di Antonio Oliva, è l’erede di quarta generazione della famiglia. La storia di “Concettina ai Tre Santi” ha avuto inizio nel 1951 quando la bisnonna di Ciro, Concettina Flessigno Oliva, dinanzi al suo basso sfornava con gioia e dedizione tante pizze fritte per tutto il Rione Sanità.Il nome della pizzeria deriva dal fatto che sorge accanto all’edicola votiva di tre santi: San Vincenzo Ferrari, patrono della Sanità, Sant’Alfonso Maria de’Liguori, protettore delle mura del locale, e Sant’Anna la santa a cui era devoto Sant’Alfonso”. La storia è importante, quindi va raccontata.

Ma torniamo alla realtà, al presente.

Senza giri di parole, ho mangiato benissimo.

In ordine, per prima la regina, la pizza margherita. Ottima, e in particolare il sapore “dolce” del pomodoro non del tutto cotto e il tocco di olio a crudo.

Poi la classica pizza fritta. Leggerissima e personalmente cucinata dallo stesso Ciro.

Un mio parere: forse la ricotta di fuscella, pur buonissima, non è la ricotta adatta per tale tipo di pizza.

Poi un piccolo capolavoro, forse una delle pizze preferite da Ciro: la pizza col ragù. Una bontà.

Non contento, e stranamente non del tutto sazio, ho avuto l’ardire di accettare un altro piatto cult di “Concettina ai Tre Santi”: la frittatina con la genovese e con tocco finale di limone, necessario per arginare il furore della cipolla. Una bomba da provare ed a cui bisogna prestare particolare attenzione vista la inevitabile difficoltà a digerirla.

E infatti a causa delle citata frittatina, non ho potuto ordinare nessuno dei famosi desserts di Ciro. Mi son dovuto accontentare di un notevole nocillo.

Come se non bastasse, ottime anche le birre artigianali, ne ho presa una Beneventana.

Da tornarci senza alcun dubbio. Ma attenzione ai giorni in cui andare, si rischia anche di dover attendere un paio di ore prima di sedersi.

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An innovator. But winkling to history in a nice and impertinent way, as he is. This is Ciro Oliva, a young and competent, passionate, brave, sometimes a rascal (menorable his “argument” with Alfredo Forgione during the show “4 ristoranti”) neapolitan pizza man. He followed his parents’ footsteps, actually his grandparent’s, since the pizzeria – that is in the historical area of Naples, la “Sanità”, was established by his grandmother, Concettina.

And talking about hostory, here is a piece taken from the official web site: “In this historical traditional place, where Totò was born, you can admire the Paleocristian catacombs, the Fontanelle Cemetery, and many barocque aristocratic palaces. And the memories live in the minds of those born in that neighborhood and know that a certain Sophia Loren acted there in the movie L’Oro di Napoli. The young pizza man Ciro Oliva is a predestined: son of Antonio Oliva, is the fourth generation’s heir of his family. The history of “Concettina ai Tre Santi” had begun in 1951 when Ciro’s great grandmother, Concettina Flessigno Oliva, in front of her house made with joy and dedication many fried pizzas for all the Rione Sanità. The name of the place comes from the fact that it is next to the niche of three saints: San Vincenzo Ferrari, patron of the Sanità, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, protector of the place’s walls, and Sant’ Anna to who Sant’Alfonso was devout” The story is important, so it has to be told.

But let’s go back to the present.

Without so many frills, I had a great meal.

In order, first the queen, the “pizza margherita“. Very good and in particular the sweet flavour of the tomato not cooked at all and the final touch of the oil.

Then the classical fried pizza. Very light and made by Ciro himself.

My opinion: maybe the fuscella ricotta cheese, even if good, is not the right one for this kind of pizza.

Then a little masterpiece, maybe one of Ciro’s favourite: the ragù pizza. Excellent.

Not happy, and strangely not satisfied at all, I accepted another “Concettina ai tre santi” cult dish, the genovese frittatina with a lemon touch, necessary to stem the onion. A bomb to try and to pay attention because of  the unavoidably difficulty to digest it.

And in fact because of this fritttina I cannot order any of the famous Ciro’s desserts. I only had an amazing nocillo.

And as if it was’t enough, very good also the home brew beers, I had one from Bnenevento.

To be back no doubt. But beware to the weekdays, you may risk to wait for a couple of hours before to be seated.

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