Medjugorje

“Ave Maria” di Andrea Bocelli

Un posto come Medjugorje (un “normale” paesino della Bosnia – Erzegovina) non può lasciare indifferenti, di qualunque credo si sia; ovviamente, come in fondo in ogni luogo del mondo, non bisogna andarci né con troppe aspettative né con i soliti pregiudizi e luoghi comuni; bisogna andare “liberi”, e con una certa dose di coraggio ed anche di umiltà. Senza entrare troppo nei dettagli (si rischierebbe di farla collocare unicamente nei luoghi di pellegrinaggio e così escludere una vasta platea di persone potenzialmente interessate), basta dire che lì l’atteggiamento delle persone è “diverso”, e parlo sia delle persone del posto che di quelle che vi si recano. Si abbassa la guardia, si annullano le difese, si eliminano le maschere e ci si mostra per quello che si è e questo contribuisce ad incontri autentici sia con se stessi che con sconosciuti che – per chi ci crede – col “divino”, col “sovrannaturale” e con la “Gospa” in particolare (la “Madonna” in croato).

Straordinarie le passeggiate (in orari “particolari” e quindi contro – corrente) sul Podbro e sul Kricevac e la messa con la relativa omelia, in particolare quella in croato (da ascoltare la traduzione in italiano su Radio Mir con i cellulari o le radioline). Molto bella anche l’adorazione serale nella spianata fuori la chiesa. Ovviamente incredibili le testimonianze dei veggenti (tutte persone disponibili, sorridenti, umili ed accoglienti) e di tutte le persone in un certo senso coinvolte spiritualmente in questo luogo santo. Per chi, infine, vuole vivere come quelli del posto ed non fare solo il “pellegrino”, vi sono vari ottimi ristoranti (Gardens e Galija) ed anche un’interessante escursione alle cascate lì vicino.

Altra escursione interessante è al Monastero Francescano di Siroki Brijeg dove fino a qualche tempo fa c’era un prete molto carismatico (Padre Iozo).

A differenza, forse, di qualunque posto al mondo non c’è un periodo dell’anno migliore degli altri in cui andare; quando “si è chiamati“, quando “uno sente il bisogno di andarci“, deve andare. A dicembre fa molto freddo ma è molto suggestivo, in estate fa molto caldo ma c’è l’evento dell’anno (il “Festival dei Giovani“), la primavera e l’autunno, forse, sono le stagioni migliori, sia come clima che come folla.

Non lontana da Medjugorje c’è la splendida Mostar (28 km, 30 minuti di auto), circondata da montagne e attraversata da uno splendido fiume; c’è un fantastico centro storico a cui si accede da un meraviglioso ponte distrutto durante la recente guerra e poi ricostruito. La domenica è quasi tutto chiuso quindi se da una parte è l’ideale per stare tranquilli dall’altra ci sono maggiori difficoltà per fare acquisti e per pranzare.

Infine c’è anche l’aeroporto internazionale che rende molto comodo e facilmente organizzabile (senza quindi necessariamente far parte di un pellegrinaggio organizzato) il viaggio dall’Italia. Per chi ha tempo e voglia si consiglia di associare alla visita a Medjugorje una visita o, come detto, alla vicina Mostar o sulla meravigliosa costa croata (Dubrovnik, Spalato, Hvar e Korcula).

  • Hotel: Cesarica
  • Hotel: da Luka
  • Ristorante: Gardens Club & Restaurant (carne ottima)
  • Ristorante: Galija (pesce, in particolare i datteri)
  • Ristorante: Most a Liubuski (pesce)

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