Taj Mahal con elefante

India

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L’India è una nazione unica, nel bene e nel male, assolutamente da vedere per chi è più forte di certe “mostruosità” ed è invece attratto da certe “profondità”; se da una parte, infatti, si vedono situazioni di povertà inimmaginabili dall’altra c’è un’atmosfera di spiritualità, di autenticità, difficilmente visibili altrove, d’altronde l’India, come anche in tutte le nazioni islamiche, è un posto dove la spiritualità, la religione è centrale, è dovunque, connota ogni aspetto della vita quotidiana, con la particolarità però che non vi è una sola religione dominante, cosa sicuramente monopolizzante e quindi limitante, ma sono presenti tutte e 3 le principali religioni del mondo, e cioè induismo (la principale), islam e cristianesimo (soprattutto a Goa e nel Kerala, oggetto nei secoli passati di visite da parte di importanti missionari cristiani, come San Francesco Saverio – la cui tomba, peraltro, si trova in una chiesa molto carina di Goa – e San Tommaso).

E’ più che una nazione, un continente ed è impensabile visitarla tutta; tantissimi gli stati straordinariamente interessanti, dal Rajasthan con le residenze da mille ed una notte dei Maharaja al Maharashtra che ha una delle città più affascinanti del mondo (Mumbai) da Goa con le sue spiagge al Kerala (polmone dell’India) da Dehli (con la sua Nuova Dehli) al Tamil Nadu dal Bengala (con la sua Calcutta) per finire alle favolose isole Laccadive (nel Mare Arabico, a ovest guardando l’India e di fronte il Kerala) ed alle isole Andamane e Nicomare (nell’Oceano Indiano, a est dell’India ed a Sud della Birmania), per non dimenticare l’Uttar Pradesh, nella cui Agra c’è quello che – a detta di tutti – è il simbolo dell’India nonché una delle sette meraviglie del Mondo moderno: il Taj Mahal.

Per gli amanti dell’avventura è d’obbligo l’Himalaya o il confinante Nepal mentre per gli “spirituali” un periodo in un’ashram potrebbe essere un’esperienza interessante.

GOA

Goa, “il posto per tutti”! Mai slogan sarebbe più azzeccato. E’ lo stato più piccolo di tutti con capitale omonima, fu colonizzato dai portoghesi e i segni di questa colonizzazione sono presenti anche oggi sia con la forte presenza di cattolici sia per la presenza di favolosi edifici coloniali (bellissime certe abitazioni soprattutto all’interno); rigogliosa la natura (quasi come il Kerala) e straordinarie le spiagge presenti, km e km di spiagge incontaminate dove si trovano resort e strutture di ogni tipo, dal Club Med a minuscole pensioni molto economiche (a Candolim B & B anche di 5-10 euro a notte) direttamente sulla spiaggia (è meraviglioso svegliarsi e fare colazione sulla spiaggia di Goa vedendo persone di qualunque razza fare jogging) e dove all’imbrunire si assiste ad uno dei tramonti più incredibili a cui si possa assistere (ricorda il tramonto al Big Sur a Formentera) anche per la suggestiva presenza di tantissime persone che fanno yoga in spiaggia.

Particolarità di Goa è che in ogni comune c’è quasi un tipo diverso di persone ed è per questo che Goa è il posto per tutti; c’è il posto adatto a persone che vogliono stare tranquille, il posto adatto a persone di una certa età che vanno lì anche 6 mesi all’anno per fuggire dal freddo europeo, così come c’è il posto per persone più giovani e che invece si vogliono divertire, anche esagerando (Goa è famosa per essere anche il ritrovo delle persone più sballate della terra; si incontrano per esempio molti ex soldati e soldatesse israeliane che vanno lì per dimenticare le mostruosità delle loro vite).

Partecipare al Saturday Night Market è un ottimo modo per capire cosa sia Goa.

KERALA

Si incontra una natura ai massimi livelli nel Kerala anche se molta povertà; atterrare a Thiruvananthapuram (“Trivandrum”) – città di per sè per nulla straordinaria, come forse tutte le città indiane (la bellezza dell’India è il popolo, il clima, la natura, la spiritualità ovunque presente) – dopo aver fatto magari uno scalo nella ricca Dubai, può essere traumatico se non si è preparati; si esce dall’aeroporto e già dal tragitto verso la propria destinazione si capisce subito di trovarsi in un mondo particolare, la tipica realtà indiana, con strade distrutte, animali dovunque, carretti con ogni tipo di oggetto, mendicanti (moltissimi invalidi) che ti inseguono ed una quantità incredibile di odori e rumori. Veramente stupefacente sia nel bene che nel male.

Il Kerala è una degli stati più verdi dell’India ed è molto frequentato per la presenza dei centri ajurvedici, spesso etichettati come fenomeni dovuti a mode ma in realtà effettivi posti dove rilassarsi, rigenerarsi e ripulirsi; negli stessi capita di incontrare persone di tutto il mondo, anche e soprattutto uomini d’affari che vanno in tali centri anche per due settimane per ricaricare le pile e ripartire. Si dorme in affascinanti e forniti bungalows (anche sulla spiaggia), si mangia molto pulito (vietati gli alcolici), si fa yoga, si sta in spiaggia e soprattutto si fanno le cure ayurvediche, composte sia di medicinali (che in fondo medicinali non sono dato che sono composti soprattutto da metalli, minerali ed erbe) sia specialmente di massaggi (anche con i piedi!) e trattamenti vari, difficili persino da raccontare ma assolutamente da provare per chi vuole fare questo tipo di esperienza e si sente provato dalla drogata e frenetica vita occidentale.

Molto folcloristici gli spettacoli che spesso questi centri/resort organizzano.

Nel Kerala da vedere anche Kochi da dove si raggiungono sia le “backwaters” (le tipiche mangrovie e foreste pluviali del Kerala) sia le splendide isole Laccadive.

 

 

MUMBAI

Difficilmente si può trovare una città così inquietante come Mumbai (Bombay); ha una popolazione immensa (14 milioni di persone) su un territorio grande solo 1/3 di Roma ed infatti è la città con la più alta densità al mondo. Essendo una città sul mare e geograficamente strategica, ha un passato abbastanza illustre con varie dominazioni, di cui quella inglese ha lasciato rilevanti tracce tutt’oggi (su tutte Chhatrapati Shivaji o meglio Victoria Terminus, detta VT, la stazione ferroviaria dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco).

La zona più conosciuta e forse più bella è quella intorno il Gate of India (“la Porta dell’India”), cioè il quartiere di Colaba, dove peraltro si trova uno degli hotel più famosi al mondo, e cioè il Taj Mahal Palace, un albergo di un fascino unico – sede purtroppo nel 2008 di un terribile attentato – dove assolutamente bisogna o pernottare o per chi vuole evitare una rilevante spesa almeno passare un pomeriggio ammirando i giardini interni, prendendosi un tè al bar in compagnia di famose celebrità e facendo un ottimo shopping al mini – centro commerciale ivi presente. Tanti comunque gli hotel di altissimo livello così come tanti anche le potenziali fregature; in città immense come Mumbai (si può pensare lo stesso ad esempio di Mosca) è sicuramente preferibile soggiornare in un hotel del centro, e meglio ancora se di qualità, piuttosto che cercare soluzioni complicate in hotel poco conosciuti e sperduti. E ovviamente tanti anche i ristoranti di livello internazionale, molti dei quali ovviamente a Colaba.

Sono da vedere però anche altri quartieri, Malabar Hill (la zona dei ricchi) per esempio, o anche la spiaggia ed il lungomare di Chowpatty.

Da non perdere il Museo Mani Bhavan Gandhi, anche solo per rendere omaggio ad una delle figure più grandi del XX secolo; era il posto dove il “Mahatma” alloggiava durante i suoi soggiorni a Bombay e dove peraltro fu arrestato. Così come da vedere alcuni dei tempi Indù presenti, su tutti l’ISKCON Temple.

Un consiglio: essendo una città molto caotica e trafficata, è preferibile il giorno del rientro soggiornare o almeno mangiare in uno degli ottimi hotel (Hilton per esempio) vicini l’aeroporto internazionale (a 30 km da Colaba).

 

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