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Cambogia

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La Cambogia, così come Cuba per esempio, fa parte di quei (pochi) paesi ancora in un certo senso “autentici” e prima che il boom turistico la stravolga (si iniziano a vedere resort e costruzioni di un certo livello) sarebbe opportuno andarci anche perché è una nazione molto interessante, forse specialmente per la sua storia; quella antica, resa gloriosa con l’impero Khmer ed il suo straordinario lascito con il sito di Angkor, e quella più recente ma devastante, contraddistinta dalla follia dei khmer rossi guidati dal famigerato Pol Pot (da non perdere il film Urla del silenzio), le cui conseguenze si vedono tutt’oggi con la presenza di una popolazione incredibilmente giovane (causa non tanto per il numero delle nascite ma per l’uccisione del 50% dei cambogiani ad opera appunto di Pol Pot).

E’ una nazione poverissima e lo si percepisce immediatamente ed essendo uno dei paesi più corrotti al mondo non si vede come possano riequilibrarsi le enormi differenze oggi esistenti tra la (esigua) elite agiata e la popolazione che vive al limite della sussistenza.

La capitale Phnom Penh è sicuramente da vedere e non si potrà fare a meno di percepire quanto la dominazione dei khmer rossi abbia segnato questo popolo, questa nazione; a riabilitare la storia ci pensa Siem Reap con il sito di Angkor.

Interessante la zona costiera, ormai rilanciata grazie al turismo, così come le foresti pluviali all’interno (sarebbe interessante attraversare la Cambogia con un viaggio in battello sul fiume Mekong, uno dei fiumi più grandi al mondo).

Essendo confinante con nazioni interessanti come Laos, Thailandia e Vietnam si potrebbe unire in unico viaggio in Oriente varie destinazioni.

Phnom Penh

Phnom Penh concentra una larga fetta della giovane popolazione cambogiana; è una città caotica, rumorosa ed ovviamente povera anche se pian piano si intravedono segni di una rinascita, e questo soprattutto grazie al turismo. I segni della devastazione portata da Pol Pot si vedono oltre che nell’età media anche negli edifici (quasi tutti della stessa altezza e questo per la tipica mentalità dei dittatori comunisti); molto bello il palazzo reale ma ancor più il bellissimo hotel coloniale Raffles Le Royal, storico hotel dove tra l’altro Tiziano Terzani e gli altri giornalisti più importanti seguirono la guerra civile, dove, se non si trovano offerte convenienti per alloggiare, almeno bisogna andare per visitarlo o per fare l’aperitivo.
Straordinari soprattutto a livello emotivo sono i “killing fields” (Choeung Ek) ed il museo del genocidio di Tuol Sleng; per chi non se la sente di vedere l’inimmaginabile può bastare la visita al museo per rendersi conto della follia dei khmer rossi.
Bella anche la Pagoda d’argento, il Palazzo Reale ed il Museo Nazionale.
Molti i ristoranti dove si mangia bene (si consiglia di mangiare almeno una volta in un ristorante sul Mekong) così come molti i centri massaggi dove rilassarsi (famosi i massaggi cambogiani, specialmente quelli dei piedi). Interessante il mercato russo così come il lungomare dove si consiglia di andare a fare una passeggiata al tramonto.
Inaspettata la vita notturna a Phnom Penh: molti sono i locali alla moda e molto frequentati; tra questi: l’Equinox o il mitico Top Banana per la musica dal vivo, la Meta House ed il Backstage per la musica elettronica oppure il Love Bar, aperto fino a notte fonda.
  • Hotel: Raffles Le Royal Phnom Penh
  • Hotel: Patio, dalla cui piscina si vede tutta Phnom Penh
  • Ristorante: Sovanna (famoso per il barbecue di maiale)
  • Ristorante con prodotti biologici: Artillery 2
  • Ristorante economico: Chinese Noodle House
  • Ristorante con cibi locali: Friends the Restaurant
  • Sky Bar: Eclipse, da dove si ammira uno splendido panorama sulla città (v. video)

 

Siem Reap e rovine di Angkor

Siem Reap, oltre qualche bell’albergo, qualche ottimo ristorante e tanti notevoli centri massaggi non presenta molto dato che è in pratica la città dove alloggiare per vedere una delle (tante) meraviglie del mondo, e cioè le rovine di Angkor, ovviamente dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Sono talmente belle e stupefacenti che forse vale la pena farsi un viaggio così lungo e faticoso anche solo per vedere unicamente le rovine e poi ritornarsene a casa propria. L’area delle rovine è immensa sia quella dell’intero Parco Archeologico di Angkor (400 km quadrati) sia anche quella dove si concentrano i templi più famosi, tra cui ovviamente Angkor Wat che rappresenta l’edificio religioso più grande al mondo ma anche Angkor Thom (ed il suo Tempio Bayon) e soprattutto Ta Prohm, uno straordinario tempo in pratica sommerso da immense radici di alberi secolari e reso famoso dal film “Tomb Raider“.
Sono talmente tante i luoghi da vedere nel sito di Angkor che anche solo descriverli tutti è impossibile; bisogna dedicarvi almeno 3-4 giorni, se non addirittura una settimana per gli amanti del genere.
Interessante assistere ad uno spettacolo della tipica danza khmer cambogiana.
Importante è la scelta del viaggio tra Phnom Penh e Siem Reap; si può, oltre che con un comodo ma “anonimo” aereo, anche con pullman o auto private ma soprattutto col battello, esperienza ovviamente lunga e faticosa ma straordinaria.

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