Taverna Estia, Brusciano, risotto con crudo di gamberi

Taverna Estia, Brusciano

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Francesco Sposito, con la preziosa collaborazione del fratello Mario, è ormai una sorta di celebrità in Campania (e non solo); d’altronde il suo “Taverna Estia” è uno dei pochi Due Stelle Michelin della Campania.

Ci si trova a Brusciano, un paese di per sé anonimo, ormai noto unicamente grazie alla Taverna stellata degli Sposito.

La location è certamente curata, con uno splendido camino a dare ulteriore calore ad un ambiente comunque accogliente. E come ogni ristorante stellato che si rispetti, 7-8 tavoli. Non di più.

Varie alternative tra i menù: terra, mare e “alla carte”.

Ho scelto, come quasi sempre, il menù mare.

Dopo un ottimo spumante “Cà del Bosco

e dopo veder riempita la tavola di vari tipi di pane (sia con lievito madre che con lievito di birra), grissini e taralli

si parte con la consueta serie di antipasti

tutti particolari e saporiti, anche se forse solo la tartina con formaggio e pomodorino secco del piennolo mi ha veramente stupito.

Poi un carciofo imbottito, molto buono, si squagliava in bocca

poi il primo piccolo capolavoro: Tagliatella di calamaro verace. Strepitoso.

Dopo il calamaro, ecco un altro capolavoro: Risotto mantecato con confettura di limoni, crudo di gamberi viola, vongole e crema ai pistacchi di Bronte.

Poi in assenza della ricciola indicata nel menù, un pesce spada in cottura Tataki con crema di carciofi, melograno e aglio nero fermentato. Certamente ottimo ma avrei preferito la ricciola. Peccato.

Infine i dessert

Ah, il vino, consigliatoci sapientemente dall’esperto Mario: un Pinot Nero Franz Haas.

Riguardo il servizio, Mario Sposito, responsabile della cantina, si è mostrato gentile e competente, e in fondo anche tutti gli altri membri dello staff. Una sola pecca: dopo una serata in tal senso impeccabile, verso fine cena non ci hanno più riempito i bicchieri con l’acqua. Una mancanza non da ristorante bi – stellato a mio modesto avviso.

Una chicca: all’ingresso del ristorante, hanno anche un orto e dei divani da esterno di design dove rilassarsi prima, durante o dopo la cena.

Che altro dire se non che sicuramente è stata una cena stellare, anzi.. “stellata“, anche se, come detto, con qualche piccola imperfezione nel servizio e negli antipasti, e da un due stelle Michelin io mi aspetto quasi la perfezione.

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