Pepe in Grani, Caiazzo (Caserta)

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Da “Pepe in Grani” ho vissuto un’esperienza culinaria difficilmente immaginabile visto che comunque si tratta di una pizzeria.

Ma dal modo in cui ho conosciuto Franco Pepe tutto lasciava supporre che sarebbe stato memorabile; infatti, ero al “La Pampa Relais“, uno dei miei posti del cuore, e Franco si è seduto casualmente al tavolo affianco al mio. Va detto che fino a quel momento ero scettico se andare o meno a questa famosa pizzeria sia per la distanza da Napoli (1 ora di auto) sia perchè tutti dicevano fosse sempre presa d’assalto; “ok, la pizza era buona ma….” . Questo si diceva. Ma l’incontro con Franco ha dissipato ogni mio dubbio; simpatico, appassionato e cordiale, mi ha dato il suo cellulare, il giorno dopo ho riservato con un semplice WhatsApp un tavolo sul “belvedere” (ecco una dritta: pagando un supplemento si sta in un posto paradisiaco, come si vedrà in seguito), cosa che mi ha consentito di evitare anche una fila di almeno 1 ora e mezza.

E quindi sono andato.

E Franco mi ha dimostrato inequivocabilmente perché è stato nominato il miglior pizzaiolo di Italia (e quindi del Mondo).

Un assoluto Re della pizza, al punto che d’ora in poi per me sarà difficile andare a mangiare una pizza altrove, dovunque e qualunque essa sia. Da Franco si è in un’altra dimensione, da Chef Stellato. Punto. Ed è un bene che si trova in provincia di Caserta altrimenti sarei stato obbligato a rivoluzionare la mia “classifica sulle migliori 10 pizze di Napoli“.

Ci si trova appunto a Caiazzo, un paese in collina che, seppur carino, è pur sempre lontano da tutto e da tutti; un motivo in più per applaudire vigorosamente Franco e il suo impeccabile staff. Hanno creato il Paradiso nel nulla. Senza voler apparire blasfemi, si va quasi in pellegrinaggio da “Pepe in Grani”.

Là location è molto bella, un’intera palazzina del ‘700, sviluppata su 4 piani, compreso il piano terra.

Una breve parentesi: Franco Pepe è unico anche nell’accoglienza, fa sentire a casa. Appena arrivati, pur avendo almeno 150 persone dentro e altrettante fuori in fila, Franco si è precipitato da me e dai miei compagni di avventura e ci ha fatto da anfitrione nella sua palazzina, dedicandoci almeno mezz’ora.

E ora continuiamo nei dettagli..

Al piano terra una sala al coperto e una sala esterna, in una sorta di giardino, oltre i (due) forni ovviamente.

Al primo piano un’altra sala, con un particolare: ciò che avveniva al piano di sotto viene proiettato sulla parete.

Vi è anche una sala privè, destinata alla degustazione di champagne; molto bello uno dei tavoli; lo stesso è trasparente, così come il pavimento, ed è esattamente sopra uno dei forni. Si vede, in pratica, il pizzaziolo che cucina le pizze in uno dei due forni.

Al secondo piano il top, una terrazza (chiamata come detto “belvedere” da Franco) con 2 tavoli e una splendida vista sulla vallata circostante. Il luogo ideale per fare una degustazione nella massima tranquillità.

All’ultimo piano due curatissime e panoramiche camere da letto e un ambiente comune dove emerge maestoso uno spettacolare impianto stereo. E una terza stanza, per ora inutilizzata; Franco mi ha anticipato che presto vi sarà una sorpresa che lascerà tutti a bocca aperta.

Andiamo alla mia degustazione.

Una sequenza impressionante di pizze, ognuna servita a distanza di 10 minuti. In totale 8.

In ordine:

  • Ciro“, in onore di un altro grande maestro campano, il Cavaliere Ciro Paone, padron della Kiton. Si tratta di una pizza fritta con spuma di parmigiano 12 mesi, pesto di rucola e olive grattugiate.
  • Viandante“, schiacciata con mortadella, ricotta di bufala campana, pistacchi, bucce di limone
  • Margherita sbagliata“, quella che forse lo ha consacrato: mozzarella di bufala DOP, pomodoro riccio a crudo de “La Sbecciatrice”, basilico, olio Evo varietà caiazzana
  • la “Riccia nero ripiegata“: fiordilatte, scamorza affumicata, salsiccia secca di maiale nero casertano, scarola riccia, origano
  • Scarpetta”: mozzarella di bufala, crema di grana padano 12 mesi, composta di pomodori, fiori di basilico, scaglie di grana padano 24 mesi, olio Evo varietà caiazzana
  • Sfizio ai pomodori“: pomodorino giallo “Lucariello”, pomodoro San Marzano essiccato al sole con sale di Trapani, mozzarella di bufala DOP, grana padano, olio Evo varietà caiazzana
  • poi una mix: “Alletterata” (tonno alletterato, mozzarella di bufala DOP, crema di cipolla di Alife, sedano cotto in ghiaccio) e “Memento” (crema di cipolle di Alife, crema di ceci delle colline caiatine, cicoria selvatica, olio Evo varietà caiazzana)
  • infine la pizza dessert, la “Crisommola“: confettura di albicocca del Vesuvio, ricotta di bufala profumata con buccia di limone e polvere di olive caiazzane

Da bere tre vini: bianco, rosè e un ottimo “Ottouve Gragnano 2016 Salvatore Martusciello DOC

Impasto soffice come una piuma, materie prime di una bontà raramente riscontrata prima e quasi tutte provenienti dal “territorio” circostante, grande sapienza nell’abbinare le pizze, servizio eccellente, location come detto bellissima, la presenza dominante e avvolgente di Franco, tutto questo hanno reso una “normale” serata in pizzeria un’esperienza culinaria indimenticabile.

Nr. 1.

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At “Pepe in Grani” I have lived an amazing culinary experience hard to imagine since it is just a pizzeria.

From the way I met Franco Pepe everything suggested it would have been unforgettable; in fact I was at “La Pampa Relais“, one of my favourite places, and Franco took a seat next to me. I must say that until that moment I was skeptic wether or not to go to this famous pizzeria both because of the distance (1 hour driving from Naples) and because evrybody said it was very busy; “well, pizza was good but..”. That’s what they said. But the meeting with Franco dispelled all my doubts; very nice, he gave me his mobile number, the day after I reserved by whatsApp a table on the “belvedere” (here is a tip: paying an extra you can stay in an heavenly place, as you will see later on) thing that let me avoid an half an hour line.

So I went.

And Franco showed me the reason why he has been nominated the best pizza man in Italy (and in the world).

An absolute king of pizza, to the point it will be hard for me to have a pizza elsewhere since now, everywhere and whatevere it is. Here you enter another dimension, a starred chef. And it is good for me it is near Caserta otherwise I would have been obliged to revolution my  “ 10 Naples best pizza rank”.

It is in Caiazzo, a country town, even if nice it is far from everythging and everybody; a reason more to clap your hands loud and his flawless crew. They created the Paradise in the middle of nowhere. Without appearing profane, you almost go on pilgrimage at “Pepe in Grani”

The location is very beautiful, an old 1700 small building, developed on four floors, included the ground floor.

A short parenthesis: Franco is unique also in the welcoming, he makes you feel home. Just arrived, in spite of the 150 people both inside and outside, Franco run to me and my partners in crime he led us through his building, dedicating us at least half an hour.

And now let’s keep on with the details.

On the ground floor an indoor room and an outdoor one, besides the (two) ovens, of course.

On the first floor another room, with a particular: all that happens on ground floor is played on the wall.

There is also a privè room dedicated to the champagne tasting; very beautiful one of the tables; it is transparent, so as the floor, and it is exactly above one of the ovens. You see the pizza man cooking pizzas in one of the two ovens.

On the second floor the top, a terrace (called by Franco the belvedere) with two tables and an amazing view on the surroundings. The right place to have quite tasting.

On the last floor there are two beautiful and panoramic bedrooms and a common space with a majestic stereo. And a third room nou used by now. Franco anticipated that very soon there will be a big surprise.

Let’s go to my tasting.

An impressive sequence of pizza, all served at 10 minutes distance. In total 8.

In order:

  • Ciro“, in honour of another big maestro, Ciro Paone owner of Kiton. It is a fried pizza with 12 months parmesan mousse, arugula pesto and grated olives.
  • Viandante“, with mortadella, buffalo ricotta cheese, pistachios, lemon skin.
  • Margherita sbagliata“, the one I probably liked the best: buffalo DOP mozzarella,raw  from “La Sbecciatrice”,basil, local extra virgin olive oil.
  • la “Riccia nero ripiegata“: fiordilatte cheese, smoked scamorza cheese, black piglet dry sausage, endive, oregan.
  • Scarpetta”: buffalo mozzarella, grana padano 12 months cream, tomatoes, basil flowers, grana padano 24 months chips, local extra virgin olive oil.
  • Sfizio ai pomodori“:small yellow tomatoes  “Lucariello”, San Marzano tomato sundried with Trapani salt, buffalo mozzarella DOP, grana padano cheese, local extra vergin olive oil.
  • poi una mix: “Alletterata” ((tuna, buffalo mozzarella DOP, Alife onion crema,  ice cooked celery)  ) e “Memento” (Alife onion cream, local chickpeas cream, local extra vergin olive oil)
  • in the end the dessert pizza “Crisommola“: Vesuvio apricot jam, perfumed buffalo ricotta cheese with lemon skin and local olives powder.

To drink three wines: white, rosè, and a great  “Ottouve Gragnano 2016 Salvatore Martusciello DOC

Soft dough, high quality raw materials and all coming from the surrounding area, great skills in matching the pizzas, great service, beautiful location, Franco’s overwhelming presence, all this has made a normal pizza night an unforgettable culinary experience.

Nr. 1.

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