parco sommerso Gaiola

Napoli, 20 attrazioni da non perdere di Dino Falconio

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foto di Dinodi Dino Falconio

Napoletano del 1972, sposato con tre figli, sono notaio con il vizio della scrittura, giornalista pubblicista, autore di quattro libri: Minime Capresi, Jamme ncopp e sci, Il tempo delle diete, Del proibito amor. Fondatore del gruppo FareRete, presidente dell’ASJA (Antiqui Societatis Jesu Alumni) di Napoli, Consigliere Segretario del Circolo Canottieri Napoli.

Parlare della mia “amata” Napoli non è facile; sbaglierei in qualunque modo tentassi di definirla, tante sono le sue contraddizioni che è impossibile racchiuderla in un ritratto. Ecco forse sospesa fra la bellezza e la povertà, fra la storia e il suo malessere, fra l’arte e il caos, fra l’eccellenza e il degrado, Napoli può dirsi semplicemente la capitale delle contraddizioni. E solo questa ferita, nel contrasto fra gli opposti del bene e del male, spiega le ragioni della sua sopravvivenza e l’inesauribile focolaio di creatività che arde nel suo grembo.

Disse Pasolini: “Io so questo che i napoletani oggi sono una grande tribù che, anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg e i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso, in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte, di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia o altrimenti la modernità. E’ un rifiuto sorto dal cuore della collettività contro cui non c’è niente da fare.

 Bella anche la citazione di Goethe: “questa specie umana è permeata d’uno spirito sempre sveglio e sa guardare con occhio libero e giusto”.

La mia canzone su Napoli:

 

 

Ma anche Fenesta Vascia cantata da Massimo Ranieri:

 

Ecco la mia personale Top Ten ordinata secondo un percorso possibile:

  1. Parco archeologico e marino della Gaiola
  2. Castel dell’Ovo
  3. Teatro di San Carlo
  4. Maschio Angioino
  5. Castel Sant’Elmo
  6. Sala Vasariana di Sant’Anna dei Lombardi
  7. Cappella Sansevero
  8. Scavi di San Lorenzo Maggiore, da non perdere il “macellum“, il mercato (da Via dei Tribunali 316, 081/2110860, lun. – sab. 9.30-17.30, dom. 9.30-13.30)
  9. Camposanto delle Fontanelle
  10. Pinacoteca del Museo di Capodimonte

 

 

  • Film: “32 dicembre”, la scena con Enzo Cannavale

 

  • Libro: “Il metodo del Coccodrillo” di Maurizio de Giovanni

Ma Napoli non finisce qua; tali e tanti sono i luoghi da vedere che non posso fare a meno di aggiungere un ulteriore elenco, anche in questo caso ordinato secondo un percorso ipotetico:

  1. Chiesa dell’Incoronata
  2. Chiesa dei Santi Marcellino e Festo
  3. Chiesa di San Domenico Maggiore
  4. Convento di San Domenico Maggiore
  5. Chiesa di San Gregorio Armeno
  6. Museo di San Gennaro
  7. Orto Botanico
  8. Museo Archeologico Nazionale
  9. Catacombe di San Gennarotra cui spicca la “basilica maior” (Via Tondo di Capodimonte 13, 081/7443714)
  10. Istituto Nazionale di Astrofisica e osservatorio Astronomico di Capodimonte

Infine, un video straordinario sulla città, opera del bravissimo Nicola Capuozzo:

Comments (2)

  1. Ciao Dino, hai proprio ragione. Napoli ha davvero mille colori. Impossibile farne la lista rischiando di lasciare fuori gradazioni significative… Per apprezzarli, cogliendone magari anche le voci, sI può provare a passeggiarci dentro, abbracciandola con gli occhi, al tramonto, dal lungomare al centro e proseguendo fino a piazza Cavour.

  2. Forse non hai dimenticato i trascorsi nella napoli sotterranea , palazzo reale, chiesa di s Antonio a Posillipo da dove il presepe napoletano risplende in tutte le sue luci donando una suggestiva visione di una napoli pulita . Per il resto sono pienamente di accordo su tutto in special modo sul film 32 dicembre dove il compianto Cannavale riesce ad esprimere tutta la semplice ingenuità di un napoletano doc..

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