Maratea

Da anni ne sentivo parlare e pur conoscendone le immediate vicinanze (Scario, Villammare e Sapri) non vi ero mai stato.

Ebbene, ho capito perché è una meta così amata dalla borghesia napoletana: è un luogo tranquillo, pieno di verde e con un mare stupendo. Carino il porto.

Ci si arriva comodamente anche in treno anche se obiettivamente occorre un auto per spostarsi.

Varie sono le frazioni; ho alloggiato in un hotel molto suggestivo nel centro storico: la Locanda delle Donne Monache, un ex convento settecentesco.

Il centro storico, pur minuscolo, è molto carino. Si consiglia la tipica specialità del posto al Bar Avigniano: la granita limone e cedro.

E veniamo al mare, il pezzo forte di Maratea: essendo quasi sempre calmo, la maggior parte degli habitué ha un gozzo di proprietà e con questo riescono a passare meravigliose giornate marine.

In caso, invece, di mare mosso oppure per quelli che preferiscono la spiaggia, vi sono varie alternative, tra cui consiglio:

1) il Macarro adatto alle famiglie;

2) il Mirto, a detta di tutti lo stabilimento più bello della zona; non vi è spiaggia ma solo un mare molto bello, tanta natura è in particolare fiori e rocce e per questo poco consigliato per i bimbi piccoli, infatti quasi assenti del tutto. Si fa apprezzare il servizio ristorazione al bar; consiglio la “fresa” con pomodoro, tonno, melanzane, fior di latte e rucola.

Per il resto, poca o nulla la vita notturna, ci si riunisce in una delle tante ville della zona dove a turni si organizzano cene.

Maratea è un posto molto particolare, non comodo, non è alla moda, non vi sono locali o ristoranti esclusivi e per questo è esente sia dal turismo di massa che da quello VIP.

 

 

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