Baccalaria entrata

Baccalaria, Napoli

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Toti Lange, amico di vecchia data, in un settore dominato da pizzerie, trattorie di cucina napoletana e, ahinoi, negli ultimi tempi anche da anonime e standardizzate friggitorie e patatinerie, ha avuto una bella idea: una “baccaleria“,  Baccalaria appunto.

Anche la location è originale,  invece del “solito” lungomare il buon Toti ha scelto di aprire nella parte storica di Napoli, e precisamente in una piazzetta molto caratteristica. Si può mangiare sia dentro – in una delle due sale – che fuori. Un’atmosfera molto piacevole.

Il menù ha chiaramente un re indiscusso, il baccalà – anche se vi sono varie pietanze (entrecote, spaghettone con pomodoro, frittura di pesce, etc.) per chi non lo ama – fatto in tutti i modi immaginabili: ovviamente fritto (il “Gran Fritto” è speciale), ma anche il “Coronel Tonnè“, la parmigiana, il souvakli,  il risotto, lo “Scarpariello gemme del Vesuvio“, le “linguine stocco, zucchine e menta“, il Magnum di baccalà ripieno di provola di agerola e pesto ericino ed altro ancora.

Buona la selezione dei vini (si consigliano il “Trentenare Fiano del Cilento di S. Salvatore” e il “Tramonti bianco di Tenuta S. Francesco“) ed ampia quella dei dessert, tra cui spiccano il “setteveli al cioccolato“, il “babà crema e fragoline“, la “crostata di fragoline” e la “pasta di mandorle alla crema“. Ben presentata e molto varia anche la classica “tagliata di frutta“.

Un posto già di per sè “innovativo” ma che non resta mai “fermo”.

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