George Restaurant, Napoli

Ero curioso, si trova a pochi passi da casa mia e non vi ero incredibilmente mai stato a mangiare; mi ero recato solo che per un evento organizzato da una birra campana a cui ero stato invitato in qualità di blogger.

Ebbene, da poco ha avuto la “stella Michelin” e questa è stata la definitiva spinta ad andare.

E ovviamente ne è valsa la pena; al di là di tutto, di questioni “soggettive”, un ristorante di un Hotel (il Parker’s) a 5 stelle Lusso, ultimo entrato nella prestigiosa élite dei ristoranti stellati napoletani, non può essere una delusione, una fregatura.

L’Hotel è di gran classe e il George si trova al sesto piano dello stesso; vi è una lounge che precede la sala ristorante, dove rilassarsi con un aperitivo.

Il George ha una splendida terrazza che domina il meraviglioso golfo di Napoli con sullo sfondo il Vesuvio. Tutto questo basta e avanza per una visita.

Va detto che è stato rimodernato da poco e l’effetto è forte, coraggioso; molto nero e oro, quasi un pò kitch, non è un genere che tendenzialmente mi piace ma ci sta, può senza alcun dubbio piacere molto.

26 coperti.

Cucina a vista, responsabilità e scelta del simpatico e passionale executive chef, Domenico Candela, una storia tutta da raccontare.

Servizio impeccabile, un grande plauso ai ragazzi della sala: carini, gentili, simpatici, educati e professionali.

La cena è stata tipica dei ristoranti stellati, vari menù fissi con scelta anche per singole portate.

Dopo un paio di entrées offerti dalla casa, accompagnati da pane e grissini fatti in casa, e da un saporito olio campano e da uno squisito burro francese, inizia la cena.

Abbiamo preso come antipasti:

un Carciofo Campano in 3 versioni:

  1. Cotto alla brace con profumi e sapori della Domenica
  2. Royale di carciofo con sentori di liquirizia Calabrese e menta bergamotto
  3. Eclair ripieno di crema chantilly al carciofo, Amaretto Disaronno e cioccolato Valrhona Abinao.

E un Carpaccio di cappasanta con purea di cavolfiore, bergamotto, salsa di litchi e Caviale Siberian Royal.

Come primi, Linguina Vicidomini cotta in estrazione di triglia rossa, gel acidulo al tamarindo, alga nori e salsa al mandarino dei Campi Flegrei.

e Riso Riserva San Massimo cotto in estrazione di foglie di limone, scampi al naturale, olio al prezzemolo e acidità di lampone.

poi i desserts, prima alcuni offerti dalla casa, e precisamente caldarroste, gelato alla pastiera accompagnato da Vin Brulè e cioccolata piccante e cannella

e poi un Cremoso di Marroni di Montella I.G.P, morbido di clementina e gelato allo yogurt con polline di castagno del Vesuvio.

Da bere un vino bianco Alto Adige Gewürztraminer EXIL cantina Baron Di Pauli; gradazione 15 gradi, un’enormità per un vino bianco.

Infine, la cena si è conclusa con un momento molto piacevole che dimostra la serietà e la disponibilità dello Chef Candela: è venuto al nostro tavolo e per almeno mezz’ora si è raccontato condividendo con noi parte delle sue tante esperienze.

Stella, a mio modesto avviso, meritata.

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