Bilbao di Marco Sarracino

Bilbao di Marco Sarracino

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Marco Sarracinodi Marco Sarracino

Napoletano, classe 1989, diplomato al liceo classico Vittorio Emanuele II, ho due passioni: i viaggi e la politica. Dopo aver fatto l’Erasmus a Bilbao, ho scelto di impegnarmi per la mia città, diventando nel 2016 il candidato più giovane di sempre alle primarie del Partito Democratico per la scelta del sindaco di Napoli.

Ho avuto la possibilità di vivere per circa sette mesi a Bilbao, ed è sicuramente stata l’esperienza più surreale della mia vita. Bilbao è innanzitutto la storia di un popolo, quello basco, figlio di una storia originale, oltre che bellissima. L’area metropolitana si estende fino all’oceano, nel famoso golfo di Biscaglia, attrazione turistica per tantissimi surfisti provenienti da tutto il mondo, mentre la città si divide in tre grandi zone: quella del Casco Viejo, quello dell’era spagnola e quella moderna.
Il Casco Viejo è il quartiere storico, composto da piccolissime stradine nelle quali è molto facile perdere l’orientamento, ricche di bar e locali in cui ritrovarsi per discutere principalmente delle due passioni bilbaine: l’Athletic e la politica. Fulcro ne è la grande piazza centrale, plaza Mayor, sede dei migliori “pintxos” (assaggi di carne e di pesce) dei paesi baschi, a cui si accompagna generalmente o del tinto de verano o una ricca birra bionda.
Spostandosi ad ovest, si attraversa il fiume “Nerviòn” passando per Plaza Abando, in cui consiglio vivamente una sosta al “La Casa del Ibèrico” per degustare il famoso prosciutto, si giunge alla Gran Via, tipica di tutte le grandi città spagnole, e sede dello shopping cittadino, ma non solo, anche e soprattutto del vero motore economico dei paesi baschi: il sistema bancario. Le più grandi banche spagnole, sono quasi tutte basche. Si arriva alla bellissima e caratteristica Plaza Moyùa, con le sue composizioni floreali che variano circa una volta al mese.

Infine c’è il quartiere moderno, quello che costeggia i lati del grande fiume, che fino a venti anni fa era sostanzialmente lo spazio che condannava Bilbao ad essere uno dei luoghi più decadenti d’Europa. Grazie ad una politica di investimenti pubblici e privati, in soli 20 anni la conformazione urbana di questa zona è totalmente cambiata: il Guggenheim è il simbolo di questa rinascita. Uno dei musei più visitati in Europa, progettato dall’architetto Frank Gehry, è sicuramente l’attrazione che identifica Bilbao nel mondo. Ma la rigenerazione è avvenuta praticamente su tutto il quartiere: ampliamento, restauro e costruzione della biblioteca dell’Università di Deusto, un palazzetto dalla musica, il museo dell’arte basca, giardini pubblici, il quartiere del grattacielo “Iberdrola“, il ponte Zubizuri di Calatrava, il nuovo stadio San Mamès e soprattutto le bellissime fermate della nuova metropolitana che collega tutta la città.
Insomma ci si ritrova in una città che riesce a declinare la sua storia in chiave moderna in una maniera eccezionale, e che riesce davvero ad essere al passo delle più grandi capitali europee. Viverci è sicuramente una esperienza unica, o almeno lo è stato per me e per tutti quei ragazzi che come me l’hanno lasciata con le lacrime agli occhi per tornare in Italia, consapevoli di averci vissuto momenti magici che non torneranno più.

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