Oman

Muscat (Muscate o Mascate in lingua locale) è la capitale dell’Oman, un sultanato della penisola arabica grande come l’italia ma con una popolazione pari ad 1/30 di quella italiana e questo soprattutto per la presenza del deserto e di un clima d’estate vicino ai 50 gradi. E’ una delle poche nazioni islamiche (insieme a Dubai ed alla Malesia) in cui vi è molta tolleranza religiosa e questo anche grazie al benessere diffuso dovuto all’ottimo sultano.

Muscat è ben curata, da vedere la Royal Opera House, la Grande Moschea, il museo Bait Al Zubair, il museo dell’Oman, il museo Bait Al Baranda, il suq a Muttrah e il lungomare, compresa la lunghissima spiaggia dove si trovano tutti i principali hotel della città, ad eccetto dello Shangri-la’s Barr Al Jissah Resort & Spa – Al Waha che merita un discorso a parte: occupa un’intera meravigliosa baia a pochi km da Muscat, è composto da 3 strutture di livello leggermente diverso (Al Husn la più lussuosa) ma tutte eccezionali con ristoranti di ogni genere (Shahrazad è l’unico a Muscat con autentica cucina marocchina), piscine, campi da tennis, palestra e spa) ed è forse uno dei pochi Shangri – la del mondo ad avere prezzi accessibili e solo per questo meriterebbe un soggiorno.

Bella e suggestiva la spiaggia di Qantab a pochi minuti dallo Shangri – la.

Essendo possibili moltissime escursioni è necessario noleggiare una guida/autista del posto ma bisogna stare attenti a chi scegliere.

Tra le escursioni da fare si segnalano il Wadi Shab (v. video), lo Bimmah Sink Hole (v. video), il Wadi Dayqah Dam (v. video), Sur con le sue tartarughe giganti, le isole Daymaniyat e soprattutto il deserto: dormirci è una delle esperienze più incredibili ed indimenticabili che si possano fare.

Interessante anche la penisola di Musandam, a Nord; la stessa si affaccia sullo stretto di Hormuz, in cui si trova Zighy Bay, il cui Six Sense Zighy Bay è un piccolo paradiso. Conviene arrivarci con l’auto da Dubai (circa 2 ore) o meglio ancora da Ras Al – Khaima.

Molto bello anche il Sud, ed in particolare Salalah; qui, da giugno a settembre, grazie al Khareef si ha un clima migliore rispetto a Muscat ed al Nord.

Riguardo il periodo più adatto per recarsi in Oman, poiché l’acqua del mare durante il nostro inverno non è così calda come si immagina, si suggerisce di andarci a fine febbraio – marzo.

 


Nell’ambito di un viaggio in Oman o comunque in uno qualsiasi dei paesi della penisola Arabica e dell’Africa stessa, come sopra detto, non si può e deve fare a meno di dedicare una notte al “deserto”; è un’esperienza veramente unica, un contatto con la natura al suo massimo livello.

Il silenzio che si ascolta all’alba ha qualcosa di surreale, sembra di essere sulla Luna così come ammirare il tramonto dalle dune non ha prezzo.

Pur non essendo un vero e proprio viaggio spirituale, andare nel deserto ha anche un valore molto spirituale, d’altronde lo stesso Gesù Cristo nel momento più importante della sua vita si ritirò nel deserto per 40 giorni. “Fare un po’ di deserto“, cercare la solitudine per rifare nel silenzio e nella preghiera prolungata il tessuto della propria anima, è indispensabile, e questo è il significato del “fare deserto“, atteggiamento necessario per la vita spirituale di ognuno di noi.

Ebbene, a circa due ore di auto da Muscat si arriva alle Sharqiyah Sands (o Wahiba Sands dal nome di una tribù beduina). Due le strutture che si consigliano:

 

Infine, un’altra grande esperienza è andare nello Hajar, una catena montuosa a circa 3 ore d’auto da Muscat, e dormire all’Alila Jabal Akhdar, un eco – resort di lusso a 2000 metri s.l.m. Da vedere anche Nizwa, una città – oasi con un interessante suq e vari mercati dove comprare prodotti locali e nei cui dintorni ci sono numerosi antichi villaggi di fango, come Birkat Al Mouz e Al Hamra, la fortezza di Bahla e la grotta di Al Hoota.

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