Anse Lazio, Seychelles, Gennaro di Maggio

Seychelles di Gennaro Di Maggio

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foto gennarodi Gennaro di Maggio

Magnifico  arcipelago di poco sotto l’Equatore, al largo delle coste africane, le Seychelles sono una meta di viaggio eccezionale, sia per le spiagge magnifiche – tra le più belle al mondo – sia per l’entroterra selvaggio, foresta pluviale vergine, accessibile ad escursioni  naturalistiche di pregio, senza animali pericolosi, sia infine per il fascino della cultura creola dei suoi abitanti, appena contaminata dalla colonizzazione inglese e francese.

Il clima è tropicale, sempre caldo e abbastanza umido, molto soleggiato, ma con frequenti piogge di breve durata: nella stagione secca, che va da maggio ad agosto, con gli alisei da sud est, il caldo  e l’umidità calano, ma il mare è mosso, almeno sui versanti meridionali. In quella umida, per converso, il mare è calmo ma le temperatura e l’afa salgono, tuttavia la visibilità sott’acqua è maggiore.

Sono stato alle Seychelles due volte, in epoche diverse,  e ci andrò ancora .

Si vola a Mahe, l’isola maggiore, con le principali compagnie orientali, via Abu Dhabi, Doha o Dubai: io ho scelto Etihad nell’ultimo viaggio, mentre anni fa Air Seychelles faceva volo diretto da Roma, con i vecchi 767: oggi pare non ci sia più.  Voli interni con Air Sechelles, efficienti e sicuri.

Ho visitato diverse isole, partendo da Mahe, la principale e Praslin, la seconda per grandezza,  e suggerisco in entrambe il noleggio dell’auto, per girarle in lungo e in largo, sostando quando si vuole o per un bagno in una delle magnifiche spiagge, o per una breve e facile camminata nei sentieri della foresta pluviale, in poche parti del mondo così agevolmente accessibile, sicura e protetta. A Mahe raccomando le passeggiate nel magnifico Morne Seychelles National Park, con panorami mozzafiato e sentieri avventurosi, per poi concedersi un bagno ristoratore nella attrezzata Anse Royale, nella turistica ma incantevole Beau Vallon o nella magnifica Anse Intendance una delle più belle del mondo e infine un raid fotografico nella tumultuosa e ventosa estremità  meridionale, che ricorda addirittura paesaggi nordici.

Segnalo alcune escursioni in barca una verso l’Ilot, nel nord ovest, isolatissima con barchini improvvisati; l’altra , meglio organizzata, al parco marino di St Anne, visitando l’omonima isola e le più piccole Moyenne e Ile au cerf, con pranzo, immersioni, snorkeling, artigianato locale e tartarughe.

La scelta della spiaggia dipende dalla stagione e dal vento, ad agosto è tranquillo il nord mentre a dicembre il sud.  Vanno sempre tenuti con sé maschera e pinne per calarsi in qualunque punto dell’isola ad ammirare i fondali nei tratti protetti dal reef.

Aggiungo che le Seychelles sono una delle capitali mondiali della pesca d’altura, con organizzazioni eccellenti e catture importanti assicurate, alla traina, di tonni, king fish, barracuda e persino marlin.

A Victoria, la capitale, una sosta al mercato delle spezie e a quello del pesce, imperdibili, in compagnia degli abitanti dell’isola, gentili, ospitali, in assenza totale di rischi per la persona.

L’isola, come pure Praslin, è disseminata di piccoli alberghi  spesso sulla spiaggia, ma se si vuole un salto di qualità, vanno evitati i casermoni delle grandi catene. Io ho scelto a Mahe il Constance Ephelia, molto amato dagli italiani, che ha una doppia spiaggia Nord Sud che consente il bagno tranquillo in ogni stagione , belle camere, grande parco naturale e un canale naturale nella foresta pluviale, navigabile con mini barche che i ragazzi del posto guidano qualche dollaro, compresa la sosta durante il tragitto per una breve arrampicata verso le cascate con un magnifico bagno nell’acqua dolce. Imperdibile a Mahe la sosta ad Anse Takamaka, spiaggia magnifica e set cinematografico celeberrimo, al ristorante sulla spiaggia  Chez Batista, vera istituzione dell’isola con il miglior pesce alla brace dell’Oceano Indiano e tavoli sulla sabbia.

Si va a Praslin in dieci minuti di volo; da vedere:

  • la Vallee de Mai, scosceso tratto di foresta pluviale, fittissima, bellissima, con il celeberrimo coco de mer; le spiagge sono davvero fantastiche.
  • la affollata, divertente Anse Volbert, meglio conosciuta come Cote d’Or, con una passeggiata di negozietti, ristoranti e localini e un mare da favola.
  • la segreta Anse Georgette, di pertinenza del lussuoso albergo Constance Lemuria, dove ho soggiornato, tempio gastronomico dell’isola,  ma accessibile a tutti.
  • la strepitosa Anse Lazio, una delle più belle del pianeta, con colori irripetibili e le rocce di granito rosa, di cui l’arcipelago è disseminato, a far da contrasto.

Una serata magica  con una grigliata di mare al ristorante Beach bar and Grill con tavoli sulle rocce e vista sulla magnifica Petite Anse Kerlan. Indimenticabile.

Spostiamoci alla perla delle Seychelles la piccola la Digue, mezzora di barca veloce da Praslin. Nelle sterrate strade dell’isola circolano tre o quattro camion, i carri trainati da buoi, vecchi o mezzo di trasporto ora solo folkloristico, e le padrone dell’isola, le biciclette.

Io ci sono stato a ferragosto, festa dell’Assunta, insieme a tutti i locali provenienti dall’arcipelago, spesso su barche addobbate di palme e colorate di bianco e azzurro in onore della Vergine, nei loro vestiti della festa e in molti casi negli abiti tradizionali. Commovente messa all’aperto, folla nelle strade,  street food e chioschi, negozietti improvvisati, musica dal vivo,  giochi da fiera in un‘atmosfera davvero magica. Non mancare l’aperitivo sulla spiaggia e sulle palafitte a mare dell’hotel Domaine de l’Orangeraie, vero must dell’isola, diviso tra la spiaggia magnifica e la foresta pluviale retrostante su cui affacciano le camere.

Con pochi colpi di pedale, attraversando il palmeto delle tartarughe centenarie e la fabbrica di cocco,  si arriva a quella che viene considerata la spiaggia più bella del mondo: la Source d’Argent, tra palme, acque basse di mille colori, rocce di granito di sfumature diverse, è il vero hot spot dell’arcipelago, mozzafiato.

Con un viaggio all’alba di un’ora di barca veloce, si giunge da Mahe all’isola di Silhouette, occupata interamente da un unico resort, che cura il trasporto via mare.

Anche qui si gira l’isola in bicicletta, tra un bagno magnifico in una delle numerose spiagge (una senza vento si trova sempre) e le escursioni a piedi sui sentieri collinari della foresta pluviale del luogo, per concludere la giornata nella spettacolare piscina termale della spa in mezzo alle rocce con panorama sul mare. Imperdibile.

Infine, per gli amanti della natura selvaggia, un‘ora di volo e si arriva a Bird, disabitata dagli uomini e affollata di ogni specie di uccelli migratori, a milioni, vero paradiso naturalistico mondiale, a portata di mano.

Il mare, la foresta, il pesce freschissimo, l’assenza di pericoli di alcun genere, il clima, il sorriso dei suoi abitanti, il livello delle strutture, la fruibilità dei suoi servizi, le strade decenti, le comunicazioni agevoli, la pesca d’altura, i fondali e l’atmosfera creola fanno delle Seychelles una meta di viaggio imperdibile, seppure non certo a buon mercato. Ma la spesa è ripagata fino all’ultimo centesimo.

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